Ipo Pirelli 2017

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Tramite un comunicato stampa, Pirelli ha reso noto il prezzo finale dell’IPO: le azioni saranno vendute a 6,5€, e la società si prepara così per il ritorno a Piazza Affari, previsto per il 4 ottobre 2017. È il livello minimo della forbice che si era andata profilandosi nelle ultime settimane. Da un range iniziale che andava dai 6,3 agli 8,3 euro, si era infatti passati mercoledì scorso a 6,5-6,7 euro.

La capitalizzazione di partenza sarà quindi di 6,5 miliardi di euro, a fronte dell’Opa da 7,4 miliardi con cui fu ritirata dal listino due anni fa. Nel frattempo però molte cose sono cambiate in Pirelli: grazie al divorzio del segmento Industrial, l’implemento su quello Premium, e il finanziamento ottenuto ad agosto che ha permesso di ridurre il debito, Pirelli può garantire agli investitori anche il 50% in più rispetto a due anni fa.

Il CEO Marco Tronchetti Provera ha infatti sottolineato le buone prospettive, affermando che “a fine anno avremo un rapporto debito netto/ebitda inferiore alle 3 volte, e scenderà sotto le 2 volte al 2020”

Le caratteristiche dell’IPO

Dalla nota della società si legge che l’IPO Pirelli sarà un’ “offerta Globale di Vendita di n. 350.000.000 di Azioni per un ricavato complessivo pari ad Euro 2.275.000.000 (Euro 2.600.000.000 in caso di integrale esercizio dell’Opzione Greenshoe)”.

Sul mercato verrà collocato il 35% di Pirelli, che toccherà il 40% tra collocamento istituzionale e offerta retail, un flottante leggermente superiore al 33% di cui si era inizialmente parlato. Il 90% dell’offerta di vendita (cioè il 34% del capitale) è riservato a investitori qualificati in Italia e ad investitori istituzionali all’estero, e solo il 10% (cioè il 4% del capitale) destinato al pubblico indistinto in Italia.

Nell’ambito del collocamento istituzionale la società prevede anche opzioni greenshoe per l’acquisto di non oltre 50 milioni di azioni, che corrispondono a circa il 14,3% delle azioni oggetto dell’offerta di vendita.

Per il lotto minimo, che comprende 500 azioni, si dovrà quindi tenere in conto un investimento di 3.250€, mentre per il lotto minimo maggiorato l’esborso sarà di 32.500€.

L’azionariato della società

Dopo la quotazione e quindi a seguito dello scioglimento della holding Marco Polo, ChemChina vedrà la sua partecipazione compresa tra il 49% e il 45%, rimanendo socio di maggioranza relativa. Camfin (di Tronchetti Provera) avrà tra il 10% e il 12% e la russa LTI tra il 5% e il 6%.

Tutti i soci avranno un vincolo, oscillante tra i sei mesi e un anno, per cui non potranno vendere altre partecipazioni, ma il CEO di Pirelli ha rassicurato gli investitori che nessuno ha manifestato intenzioni di vendita.

Del resto gli azionisti hanno già ottenuto incrementi delle proprie quote non da poco; LTI ad esempio aveva investito in Pirelli per 500 milioni, quota che ora ha raggiunto i 900 milioni.

Si profila insomma una certa solidità del gruppo, che nei suoi 145 anni di storia ha saputo trasformarsi e reinventarsi: innovazioni che ad oggi consentono a Pirelli un ritorno in Borsa che garantisce stabilità e sicurezza agli investitori che vorranno puntare sulla società.