Bonucci sul suo Milan: “Somiglia alla prima Juventus, dobbiamo rialzarci”

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Leonardo Bonucci ha parlato della situazione difficile del Milan, paragonata a quella dei primi anni alla Juventus.

Lunga intervista firmata Leonardo Bonucci sulle pagine di “Forza Milan!”, la rivista ufficiale rossonera. Il capitano della squadra meneghina, che sta attraversando una prima parte di stagione molto al di sotto delle aspettative, ha analizzato innanzitutto la situazione in casa Milan, con un’analogia che in molti hanno già evidenziato.

Ecco le sue parole: “Vedo tante analogie tra questa stagione e la mia prima alla Juventus: il grande entusiasmo iniziale, tanti nuovi acquisti… la differenza la vedo soprattutto nella partenza: con la Juve l’inizio fu ottimo, arrivammo a dicembre nelle prime posizioni, poi da gennaio ci fu un tracollo inspiegabile. Al Milan invece abbiamo avuto difficoltà nell’amalgamare il nuovo gruppo. Non era facile, sicuramente ci sarebbe servita un po’ di fortuna in più. Sono però sicuro che, da questo momento in avanti, tireremo fuori il meglio da ognuno di noi e riporteremo il Milan ai livelli che gli competono“.

Bonucci è anche il capitano di una squadra che purtroppo fino a questo momento ha deluso sotto tutti i punti di vista: “Vorrei aiutare prima me stesso e poi tutta la squadra a dare qualcosa in più e trovare il modo di darlo. Questo aspetto, in passato, mi ha portato a essere più concentrato sulle cose negative rispetto a quelle positive che potevano essere d’aiuto a me e al gruppo. Analizzo gli errori personali commessi, mi chiedo dove posso essere più incisivo, più determinato. Poi, col passare delle ore, mi faccio scivolare tutto addosso. Pero, se giochiamo la sera, dormire diventa dura…”.

L’ex difensore della Juventus si augura un 2018 migliore di questo 2017, coinciso tra l’altro anche con la clamorosa mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali in Russia: “Un augurio per il 2018? Spero che sia migliore dell’anno che sta per terminare, perché ce lo meritiamo. Se lo meritano tutti quelli coinvolti nel progetto Milan, ma anche tutti gli italiani, passando al discorso Nazionale, perché la mancata partecipazione al Mondiale è un momento davvero brutto per il nostro calcio”.

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