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Quei buchi nella tundra siberiana: un mistero profondo 30 metri

Un buco nella tundra siberiana. L’ennesimo, per giunta.

Una voragine nel terreno profonda, a quanto calcolato dagli esperti, ben 30 metri, scoperta quest’estate. Sarebbe la nona dal 2013, a quanto riporta la Cnn.

A guardarla, anche solo in foto, fa paura. Ma, soprattutto, suscita un sacco di domande. Come mai si è originato quel buco nel terreno? La forma, ad esempio, è perfettamente simmetrica. Sembra quasi essere stato scavato apposta con uno strumento apposito.

Ufo, meteorite o questioni militari?

In realtà le spiegazioni del fenomeno sono diverse. E c’è pure chi ha tirato in ballo gli extraterrestri. Ovvero, il misterioso atterraggio di una navicella spaziale. Del resto, quando si verificano eventi inspiegabili, c’è sempre chi ricorre agli ufo. Oppure, chissà, l’impatto di un meteorite.

C’è anche chi ha ipotizzato che lo sprofondo sia, in realtà, legato al crollo di qualche deposito militare sotterraneo. Un sito sconosciuto, in sostanza, o conosciuto solo a pochi intimi, come accadeva spesso, ad esempio, all’epoca della Guerra Fredda. La Siberia, di segreti, ne nasconde parecchi. Del resto, quelle lande desolate si sono prestate benissimo, negli anni passati, a nasconderne. Insomma, diverse teorie circolate appena questi misteriosi buchi hanno fatto la loro comparsa.

La febbre della Siberia

In realtà, sembra che l’ipotesi più probabile sia il fatto che questi buchi si siano determinati dalla formazione e dalla successiva esplosione di accumuli di gas metano, in seguito all’innalzamento delle temperature nella regione. Quindi una specie di effetto collaterale del surriscaldamento globale che in questa regione sta facendo vedere i suoi drammatici effetti forse più che altrove.

A giugno scorso, la temperatura in Siberia ha toccato i 38°. Un fatto impensabile fino a poco tempo fa, una decina di gradi in più rispetto a quanto talvolta registrato in estate. È già accaduto, infatti, che, durante la stagione estiva il termometro abbia sfiorato i 30 gradi, ma qui si parla di una differenza di quasi una decina di gradi, con giorni lunghi e notti troppo brevi che non fanno in tempo a raffreddare l’aria.

Inutile dire quanto questa febbre abbia generato preoccupazione negli esperti, e abbia causato danni, con vasti incendi, fusione del permafrost ed effetti anche sull’Europa e sugli Stati Uniti. Come se il freezer di casa smettesse improvvisamente di funzionare.

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