“Il tonno in scatola è pieno di mercurio!”: attenzione, è allarme

I prodotti in scatola rappresentano un’indubbia comodità, è sono uno dei “punti di forza” dell’industrializzazione che, sommata ai progressi relativi alle tecnologie di conservazione, permettono di consumare un determinato cibo inscatolato anche molto tempo addietro.

Negli ultimi decenni sono diminuiti i conservanti invasivi anche se solitamente nell’immaginario collettivo il cibo in scatola viene percepito non esattamente salutare, da utilizzare prevalentemente quando non c’è molto di meglio da preparare.

Il tonno in scatola

Un esempio evidente è rappresentato dal tonno, la cui costituzione permette alle industrie di stiparlo in diversi tipi di confezioni ma solitamente si opta per le scatolette in alluminio che mantengono praticamente immutate le sostanze nutritive anche se, come abbiamo già osservato, sarebbe meglio quando possibile limitarne il consumo eccessivo, principalmente perchè pur limitati, i conservanti anche naturali come il sale possono contribuire ad un cattivo stato di salute. Tuttavia lo scatolame in generale gode ancora di una nomea piuttosto diffusa che è ancora molto presente, anche a causa di fake news vere e proprie.

C’è il mercurio nel tonno?tonno mercurio

Una di queste riguarda il presunto contenuto di mercurio che sarebbe individuabile nel tonno contenuto nelle scatolette, sostanza altamente tossica per il nostro organismo che viene assorbita direttamente dal tonno durante la pesca, spesso associata ad un’inquinamento eccessivo che contamina anche la fauna marina. Il livello di mercurio per gli animali destinati all’alimentazione sono rigidamente tenuti sotto controllo e sotto una soglia molto rigida. Tutte le grandi marche che producono tonno scatolato vengono passate in rassegna a intervalli regolari e i livelli di mercurio rilevati nei campioni sono sempre sotto la soglia di 0,5 milligrammi per chilo, molto al di sotto di una vera e propria tossicità.

Il tonno in questione inoltre contiene più che discrete quantità di selenio che riescono a ridurre molto gli effetti negativi del mercurio, che effettivamente risulta esserci ma non in quantità sufficienti da costituire un rischio per la salute.

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