“La Philadelphia fa male al colesterolo!”: attenzione, ecco la verità

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Philadelphia

Rispetto a qualche decennio fa, le conoscenze scientifiche sull’effetto anche a lungo termine degli alimenti è decisamente più noto e certificato, e con la diffusione del web, con una conseguente maggiore consapevolezza di cosa mangiamo e che effetto il cibo può avere.


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Cibo vs colesterolo?

L’incidenza sempre maggiore di problematiche fisiche come il colesterolo alto è uno degli effetti collaterali di stili di vita non equilibrati, anche se per quanto riguarda il colesterolo si tratta di un lipide naturalmente presente nel nostro organismo svolgendo funzioni strutturali, ormonali e indispensabili per la corretta gestione del cibo nell’organismo, ed è solo parzialmente influenzato dall’alimentazione. Nonostante ciò, i casi di colesterolo alto sono in aumento e ciò ha modificato la percezione ed il grado di “pericolosità” di molti alimenti.

“La Philadelphia fa male al colesterolo!”: attenzione, ecco la verità

La Philadelphia è un popolarissimo formaggio spalmabile statunitense che da circa 40 anni viene prodotto e distribuito anche in Italia, spesso utilizzata sul pane, fette biscottate e per preparare panini. Viene prodotta dal latte vaccino a panna, dopodiché il liquido viene sotto posto a pastorizzazione e successive lavorazioni, ottenibili tutte attraverso un processo totalmente automatizzato.

Si tratta di un latticino che presenta proprietà nutritive per certi versi accomunabili a quelle della mozzarella o qualsiasi prodotto simile. Il contenuto di grassi è mediamente alto, il che può far “spaventare” l’acquirente visto che sfiora le 300 calorie per etto, che scendono a circa metà per la variante light, che si contraddistingue per una minore presenza di panna.

Il livello di colesterolo appare anche decisamente alto per la variante standard visto che è vicino ai 90 mg per etto, circa la metà per quella light. Nonostante ciò è bene ricordare che l’apporto di questo formaggio medio è molto minore rispetto a 100 grammi, quindi anche chi soffre di colesterolo alto può consumarla, magari scegliendo la variante light, seppur non tutti i giorni.

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