Cosa succede a chi mangia formaggio con colesterolo e glicemia?

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Da oramai molti anni gli studi relativi all’alimentazione hanno messo in evidenza una netta correlazione tra la dieta e la salute dell’organismo, non solo per una questione di “linea”: ciò ha messo parzialmente in discussione ogni concetto sugli effetti del cibo, anche quelli radicalmente presenti nelle culture.


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Un paese con una tradizione culinaria estremamente vasta e diversificata come quella italiana si “scontra” oramai con la variabile “salutista”, anche se la dieta mediterranea viene considerata tra le più salutari in assoluto, condizioni sempre più frequenti come livelli di glicemia e colesterolo elevati.

Cosa succede a chi mangia formaggio con colesterolo e glicemia?

Il formaggio è un termine generico utilizzato per definire tipologie di prodotti sviluppati dal latte attraverso la coagulazione acida o presamica del latte intero, parzialmente o totalmente scremato. Sopratutto è l’Europa a fornire al mondo una varietà importante di formaggi, basti pensare alla scamorza, il gruviera, il caciocavallo, la mozzarella nonchè il Grana padano ed il Parmigiano Reggiano, solo per fare qualche nome.

Spesso con il termine formaggio si definisce praticamente ogni tipologia dai prodotto caseario. Ma fanno bene o male a chi soffre di glicemia o colesterolo alto?

La risposta è “dipende”: in generale è possibile assumere quantità ridotte di quasi ogni tipo di formaggio conosciuto, evitando tipologie particolarmente grasse come il mascarpone, il pecorino, il provolone stagionate, nonchè quelli piccanti, la fontina, il taleggio, il gorgonzola, la caciotta di pecora, il quartirolo. Un apporto di questi prodotti in quantità eccessive fa scatenare i tipici sintomi, come spossatezza, nausea, eruzioni cutanee, malessere generale e simili.

Più “accettabili”, ma sempre in moderate quantità, prodotti come la mozzarella che non sono propriamente formaggi ma sono comunque considerabili latticini.

Maggiormente indicati per chi soffre di colesterolo e glicemia elevati risultano essere il Grana Padano e il Parmigiano, a causa di un ridotto apporto di grassi in favore di un elevato apporto nutritivo e di proteine, non a caso si tratta di prodotti indicati anche per l’attività sportiva.

Il termine generale resta quello della “moderazione”, in ogni caso.

 

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