Cosa succede a chi mangia cereali con colesterolo e glicemia? Ecco la risposta

Nel corso degli ultimi decenni l’attenzione verso lo stile di vita e la dieta in particolare è considerata un requisito importante per ambire ad uno stato di salute di buol livello, con tutti i vantaggi che ne conseguono: “siamo ciò che mangiamo”, recita un vecchio modo di dire, e ciò è sicuramente molto vicino alla realtà, sopratutto perchè la scienza alimentare ha fatto passi in avanti molto importanti nelle ultime decadi, anche per  contrastare due tra le problematiche più diffuse dei nostri tempi, ossia valori di colesterolo e glicemia alti.

Significato e impatto della dieta

La glicemia è sostanzialmente il livello degli zuccheri presente nel sistema circolatorio, che sono indispensabili per il corretto funzionamento “energetico” di ogni funzione dell’organismo, ma come quasi ogni cosa un eccesso provoca problemi. L’Iperglicemia è per l’appunto la manifestazione di livelli di glucosio troppo alti che non riescono ad essere regolati dall’insulina.

Il colesterolo invece è sostanzialmente una forma di “grasso”, che in quantità eccessive tende ad accumularsi nel sistema circolatorio, sviluppando quindi problematiche relative al flusso sanguigno. Un eccesso di colesterolo quindi può provocare difficoltà circolatorie con conseguenti problemi al cuore.

In entrambi i casi la dieta, ed in generale lo stile di vita, può avere un impatto importante anche se non sempre “decisivo”, visto che anche i fattori genetici influiscono in tal senso.

Cosa succede a chi mangia cereali con colesterolo e glicemia? Ecco la risposta

I cereali rappresentano un’ottima risorsa per chi ha valori medi piuttosto elevati di colesterolo e glicemia, sopratutto per quanto riguarda quelli integrali senza apporto di zuccheri industriali: particolarmente indicati il farro, pane di segale ed i fiocchi d’avena.

I cereali “puri” non contengono nella maggior parte dei casi un apporto di colesterolo, mentre quello di fibre è sempre particolarmente importante nell’ottica di regolarizzazione del cibo assimilato.

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