Nessuno lo sa, ma le rose crescono meglio con questo clima: ecco quale

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Le rose crescono meglio nei luoghi con un clima mite, fresco e non particolarmente umido. È una pianta che resiste anche alle temperature più rigide e alle gelate, così come a un clima più arido e ventoso. La temperatura ideale per coltivare le rose è, in ogni caso, compresa tra i 12 e i 25°C.


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Il clima ideale per coltivare le rose

Quando il clima è mite e fresco le rose regalano fioriture incantevoli e profumate. Tuttavia, non dovresti farti ingannare dalla sua reputazione di fiore delicato! Le rose sono arbusti sempreverdi, resistenti e robusti. Questo vuol dire che di fronte a temperature molto rigide, gelate o calde, aride e soffocanti, sono piante capaci di sopravvivere, senza subire danni irreparabili. Non appena le temperature torneranno miti, la pianta riprenderà spontaneamente la sua crescita.

Clima rigido e con gelate: le cure

In genere, le rose non temono il freddo e le gelate. Tutt’altro. Le temperature più rigide servono affinché la pianta si fermi ed entri in riposo vegetativo, così da arrivare alla primavera seguente più sana e vigorosa. Per non correre rischi inutili, converrà comunque seguire alcuni semplici accorgimenti.

In primo luogo, è indispensabile ricordare che le rose coltivate in vaso sono più delicate rispetto alle altre. Se in inverno il clima diventerà particolarmente rigido, sarà meglio sistemarle in una zona riparata ed esposta alla luce.

Per quel che riguarda le rose in giardino, occorrerà pacciamare il terreno per tenere al caldo le radici. La pacciamatura, ottenuta con foglie secche e rametti, svolge il ruolo di efficace isolante, capace di trattenere il calore durante i mesi invernali e il fresco quando è estate.

In autunno sarà importante tagliare parte dei rami molto lunghi, in modo tale che non si rompano sotto il peso della neve durante l’inverno. Quando si avvicina l’inverno converrà provvedere con un trattamento preventivo antiparassitario e antifungino. Così facendo, la pianta arriverà alla prossima stagione primaverile più protetta da malattie e muffe.

Nei mesi invernali, tra novembre e dicembre, bisognerà concimare il terreno con un fertilizzate ricco di potassio, magnesio e azoto, così da garantire una crescita costante della pianta. Basterà un’innaffiatura al mese e non di più, altrimenti rischierai di creare ristagni idrici nocivi.

Clima arido e ventoso: come curarle

Le rose, come già detto, si adattano bene anche a un clima arido e ventoso, a patto che si adottino alcuni accorgimenti. La potatura da effettuare dipenderà dalla varietà di rosa coltivata. I rosai ibridi di Tea e di altre rose rifiorenti hanno bisogno di potatura.

Dovrai rimuovere le rose avvizzite, tagliando un terzo del ramo. Per stimolare nuove fioriture dovrai avere l’accortezza di recidere sopra a una foglia che abbia una gemma in evidenza rivolta verso l’esterno. Se la tua pianta appartiene alla famiglia delle delle Grandiflora, ossia le rose a grandi fiori, basterà sfoltire i boccioli laterali. In questo modo potrai facilitare la produzione di fiori più grossi. Le rose botaniche, FloribundaRugosa, Complicata, Scabrosa, non avranno bisogno di particolari potature. I rosai resteranno belli anche quando sarà finito il periodo della fioritura, perché produrranno dei frutti decorativi.

Quando il caldo inizierà ad aumentare, sarà importante ricreare una pacciamatura adeguata e, soprattutto, innaffiare una volta alla settimana, facendo bene attenzione a non bagnare le foglie. Dopo giornate di pioggia estiva, può accadere che crescano erbe infestanti. In questo caso, sarà bene armarsi di cesoie e rimuoverle, così come eliminare eventuali rami e foglie secche.

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