Successione: ecco le nuove tasse del 2026 e come risparmiare

Nel 2026 entreranno in vigore nuove tasse sulla successione che potrebbero influenzare notevolmente il patrimonio ereditario. Se stai programmando la successione dei tuoi beni, conoscere le novità fiscali e le strategie per alleggerire la pressione delle imposte può fare la differenza tra una gestione serena e spiacevoli sorprese. Qui trovi una guida aggiornata su imposte, calcoli, esenzioni e tempistiche della dichiarazione di successione.
Quali sono le nuove tasse sulla successione nel 2026?
La riforma delle imposte di successione prevista per il 2026 porta con sé alcune modifiche significative. Le aliquote di base restano differenziate in base al grado di parentela, ma aumentano leggermente per i patrimoni più elevati. Per figli e coniuge, l’aliquota passa dal 4% al 5% oltre la franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Per fratelli e sorelle si sale dal 6% al 7%, con una soglia di esenzione fissata a 100.000 euro. Per parenti fino al quarto grado e soggetti diversi, l’aliquota sale all’11%, senza alcuna franchigia.
Un’altra novità riguarda i patrimoni superiori a 5 milioni di euro: su questa fascia si applica un’aliquota addizionale del 2%, portando il totale al 7% per eredi diretti e al 13% per altri beneficiari. Questa misura mira a colpire i grandi patrimoni, lasciando invariata la situazione per la maggioranza delle successioni ordinarie.
Come calcolare l’importo delle tasse di successione?
Per calcolare l’imposta di successione 2026, occorre sommare il valore di tutti i beni ereditati—immobili, depositi, titoli, polizze assicurative—e sottrarre eventuali debiti e passività certificate. Il risultato rappresenta la base imponibile, su cui applicare le aliquote indicate.
- Se erediti 2 milioni di euro da un genitore, la franchigia di 1 milione si applica. Sull’importo eccedente (1 milione) si calcola il 5%, quindi 50.000 euro di tassa.
- Nel caso di fratello che riceve 300.000 euro, la franchigia è 100.000 euro. Sui restanti 200.000 euro si applica il 7%, pari a 14.000 euro.
- Per patrimoni sopra i 5 milioni, oltre alle aliquote ordinarie, si aggiunge il 2% sull’eccedenza.
Le imposte ipotecarie e catastali restano fisse a 2% e 1% rispettivamente sul valore degli immobili, ma sono dovute solo se si trasferisce la proprietà di beni immobiliari. Non rientrano nella base imponibile i titoli del debito pubblico e alcune polizze vita, se stipulate secondo requisiti specifici.
Quali strategie adottare per risparmiare sulle tasse di successione?
Per chi desidera sapere come risparmiare sulle tasse di successione, la pianificazione anticipata è la chiave. Una delle strategie più efficaci consiste nella donazione fatta in vita, suddividendo eventualmente il patrimonio in più tranche per beneficiare più volte delle franchigie.
- Donazioni frazionate: suddividi il patrimonio tra gli eredi in momenti diversi, sfruttando le franchigie ogni 5 anni.
- Intestazione di polizze vita a favore degli eredi: la somma liquidata non rientra nell’imponibile, a determinate condizioni.
- Testamento o trust familiare: strumenti che consentono di gestire e destinare i beni in modo più efficiente, evitando l’imposizione su singole quote troppo elevate.
Per immobili, puoi valutare la nuda proprietà: trasferendo la nuda proprietà agli eredi e mantenendo l’usufrutto, abbassi il valore tassato in fase di successione. Attenzione però ai possibili cambiamenti normativi e ai costi notarili.
Esenzioni e riduzioni: chi ne ha diritto?
La guida alle tasse di successione 2026 conferma diverse esenzioni e riduzioni. I coniugi e i figli portatori di handicap grave (ai sensi della legge 104/1992) potranno beneficiare di una franchigia maggiorata, pari a 1,5 milioni di euro ciascuno. Gli eredi in linea retta continuano a godere della franchigia base di 1 milione di euro.
Le donazioni e successioni a favore di enti no profit o ONLUS sono esenti da imposta. Sono inoltre previste riduzioni fino al 50% per la trasmissione di aziende o rami d’azienda, purché i beneficiari proseguano l’attività per almeno cinque anni.
- Figli minorenni: l’imposta può essere rateizzata fino a 5 anni.
- Immobili prima casa: imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 euro ciascuna.
- Passivo deducibile: mutui, debiti fiscali e spese mediche detraibili dalla base imponibile.
Ricordati di fornire tutta la documentazione che attesti il diritto alle esenzioni e alle riduzioni: autodichiarazione e certificati medici sono fondamentali per il riconoscimento delle agevolazioni.
Quali sono le tempistiche per la dichiarazione delle successioni nel 2026?
Con le nuove regole, la dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Il termine resta invariato rispetto al passato, ma i controlli saranno più stringenti, soprattutto per i patrimoni superiori a 1 milione di euro.
Per evitare sanzioni, il pagamento delle imposte deve avvenire entro 60 giorni dalla presentazione della dichiarazione. In caso di immobili, la voltura catastale va richiesta contestualmente. Il Fisco prevede la possibilità di rateizzare l’imposta in massimo 12 rate trimestrali, a patto che almeno il 20% venga versato subito.
Se sono presenti beni all’estero, la dichiarazione va integrata con i relativi valori convertiti in euro al tasso ufficiale di cambio. La mancata dichiarazione di beni stranieri comporta sanzioni fino al 240% dell’imposta dovuta.
Conclusione
Le novità tasse successione 2026 introducono aliquote più elevate per i grandi patrimoni e rafforzano controlli e sanzioni. Pianificare oggi ti permette di ottimizzare il carico fiscale e trasmettere i tuoi beni senza sorprese. Valuta le opzioni disponibili, sfrutta le esenzioni e consulta sempre un esperto per personalizzare la tua strategia patrimoniale.
Serena Caputo
Consulente del Lavoro, Esperta in Previdenza Sociale
Consulente del Lavoro iscritta all'Ordine Provinciale di Bologna dal 2011. Specializzata in diritto previdenziale, gestione delle pensioni e ammortizzatori sociali. Assiste lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati nella comprensione dei propri diritti contributivi. Collabora con patronati e CAF per attività di formazione e divulgazione sulle novità normative.