Allerta eredità: ecco la nuova tassa che nessuno si aspettava

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Allerta eredità: ecco la nuova tassa che nessuno si aspettava

Luca Morandi10 Aprile 20264 min lettura
Allerta eredità: ecco la nuova tassa che nessuno si aspettava

Dal 1° luglio 2024 entrerà in vigore in Italia la nuova tassa sulle eredità, che introduce diversi cambiamenti rispetto al sistema precedente. Il tributo successorio colpirà in modo più ampio i trasferimenti di beni e patrimoni, riguardando sia le famiglie che i singoli cittadini. Le principali novità includono l’abbassamento delle soglie di esenzione, l’aumento delle aliquote e una rimodulazione delle categorie di beni coinvolti. Se stai cercando di capire chi dovrà pagare, quali sono le percentuali applicate e quali patrimoni rientrano nei nuovi criteri, questa guida ti offre un quadro chiaro e aggiornato.

Quali sono le novità della nuova tassa sulle eredità?

Con la nuova normativa, l’imposta sulle successioni si trasforma sensibilmente. Dal punto di vista fiscale, l’aliquota base passa dal 4% al 6% per i parenti in linea retta e dal 6% all’8% per fratelli, sorelle e altri parenti fino al quarto grado. Per i soggetti non parenti, l’aliquota sale fino al 10%. Il governo ha inoltre ridotto la soglia di esenzione per i parenti diretti da 1 milione a 500.000 euro.

La nuova tassa sulle eredità si applicherà non solo agli immobili e ai conti correnti, ma anche ai titoli finanziari, alle polizze vita non esenti e agli oggetti di valore superiore ai 50.000 euro. Sono stati esclusi i beni culturali vincolati, salvo che non vengano venduti nei cinque anni successivi all’eredità.

Chi sarà colpito dalla tassa eredità e quali beni sono inclusi?

Il tributo successorio interesserà tutte le persone fisiche che ricevono beni in successione, sia residenti in Italia che all’estero, per patrimoni detenuti nel territorio nazionale. Colpite anche le imprese familiari, che dovranno considerare la nuova imposta sui beni aziendali trasmessi per successione.

Tra i beni inclusi figurano:

  • Immobili residenziali e commerciali
  • Conti correnti e depositi bancari
  • Quote societarie e azioni
  • Polizze assicurative (eccetto quelle con finalità previdenziali)
  • Gioielli, opere d’arte e collezioni di valore superiore a 50.000 euro

Restano esclusi i beni destinati a enti benefici riconosciuti, a condizione che siano vincolati per almeno cinque anni secondo l’art. 12 del nuovo decreto legge 27/2024.

Come si calcola l’imposta sulle successioni con la nuova normativa?

Il calcolo dell’imposta sulle successioni segue il principio di progressività. Si parte dal valore netto dell’asse ereditario (beni meno debiti e spese funebri), applicando le nuove aliquote in base al grado di parentela. Ad esempio, se ricevi un immobile del valore di 600.000 euro da un genitore, la base imponibile sarà 100.000 euro (600.000 meno la nuova franchigia di 500.000 euro). Su questo importo si applica il 6%, quindi dovrai versare 6.000 euro.

Per fratelli e sorelle, la franchigia è stata fissata a 100.000 euro, mentre per altri parenti e terzi non sono previste soglie di esenzione. I beni mobili registrati (auto, barche) vengono valutati secondo le tabelle dell’Agenzia delle Entrate aggiornate annualmente.

Ci sono esenzioni o agevolazioni per la tassa eredità?

La normativa prevede alcune esenzioni e agevolazioni. Gli eredi portatori di handicap grave, riconosciuti ai sensi della legge 104/1992, beneficiano di una franchigia potenziata a 1,5 milioni di euro per le successioni in linea retta.

Le aziende familiari trasmesse ai discendenti possono accedere all’esenzione dall’imposta, a patto che l’attività venga mantenuta per almeno cinque anni. Sono agevolati anche i trasferimenti di quote di start-up innovative, per favorire il passaggio generazionale nel settore tecnologico.

Rimane l’esenzione totale per i beni destinati a enti del terzo settore e associazioni riconosciute, se il vincolo di destinazione è mantenuto per almeno cinque anni.

Quali sono le reazioni e le opinioni degli esperti sulla nuova tassa?

L’introduzione della nuova imposta sulle successioni ha generato ampio dibattito. Secondo il Ministero dell’Economia, la misura porterà un incremento del gettito fiscale annuo stimato in 1,4 miliardi di euro. Gli esperti di diritto tributario sottolineano come il sistema diventi più equo, ma anche più oneroso per i patrimoni medi, che vedranno aumentare il prelievo fino al 50% rispetto alla normativa precedente.

Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per le imprese familiari. Il Consiglio nazionale dei notai, invece, ha evidenziato la necessità di una maggiore chiarezza nelle modalità di valutazione dei beni non immobiliari.

Per molti analisti, la nuova tassa sulle eredità rappresenta un passo verso l’allineamento agli standard europei, ma resta il timore di effetti negativi sul risparmio privato. Alcuni esperti suggeriscono di pianificare per tempo la successione, valutando donazioni e trust come strumenti per ottimizzare il carico fiscale.

Se hai ereditato o prevedi di ereditare beni nei prossimi mesi, valuta attentamente la nuova disciplina per evitare sorprese e sfruttare le agevolazioni disponibili.

Luca Morandi

Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario

Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.

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