Consigli utili per prevenire l’alito cattivo

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Quella dell’igiene orale non curata a dovere è la prima causa dell’alito cattivo. Questo comportamento, infatti, consente alla placca di depositarsi sui denti, provocando l’infiammazione e il sanguinamento delle gengive. Il sangue che resta nel solco gengivale viene attaccato dai batteri con conseguente produzione di gas responsabili dell’alitosi.La placca può essere rimossa con un’accurata pulizia con spazzolino, filo interdentale o scovolino. Ma se si è già formato il tartaro diventa necessaria una seduta di igiene orale da effettuarsi presso uno studio dentistico.Gli esperti della Mayo Clinic ci spiegano che quando sminuzziamo cibo in bocca, aumentano i batteri, che possono emettere cattivi odori. Cipolle, aglio e alcune spezie sono cause comuni di un respiro poco gradevole. Questi alimenti entrano nel flusso sanguigno, arrivano ai polmoni e influenzano l’alito.Non è sempre facile valutare il proprio alito, ma un modo più semplice è leccare l’interno del polso con la parte posteriore della lingua e aspettare alcuni secondi affinché la saliva si asciughi e valutare quindi l’odore residuo.


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I denti del giudizio che stanno crescendo ma non sono ancora spuntati del tutto hanno la loro corona parzialmente coperta dalla gengiva, che ne costituisce una sorta di cappuccio sotto cui possono infilarsi i batteri. Essendo anaerobi, questi batteri non hanno bisogno dell’ossigeno per vivere e quindi possono proliferare per tutto il tempo di crescita del dente, fino a quando non spunterà definitivamente, creando gas maleodoranti.

In questa situazione, quindi, il problema dell’alitosi dovrebbe scomparire da solo a meno che il dente non cresca storto e quindi non crei un ascesso capace di provocare un’infiammazione alla gengiva.

 

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