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Allerta pensioni: ecco cosa potrebbe accadere

Nel prossimo futuro, sono previsti cambiamenti importanti a livello previdenziale. Per essere precisi, è il caso di dire che la vera riforma del sistema pensionistico italiano si avrà non nel 2021, ma nel 2022. Non si tratta di un anno casuale, ma del termine del triennio sperimentale di Quota 100. Sono diverse le proposte prese fino ad ora al vaglio. Seguici nelle prossimerighe per scoprire quali sono e come potrebbero cambiare le pensioni in futuro.

Pensioni: come potrebbero cambiare nel 2022

Per quanto riguarda i cambiamenti relativi alle pensioni nel 2022, tra le ipotesi più probabili rientra la possibilità di un’uscita anticipata dal lavoro per chi svolge una professione gravosa o fisicamentec usurante. A quanto pare, resteranno a bocca asciutta i lavoratori precoci, che da anni sperano nella quota 41.

Tornando ai lavoratori che svolgono mansioni usuranti, si parla di un allargamento della platea dei beneficiari dell’uscita anticipata dal percorso lavorativo. Si andrebbe qundi ad aumentare il numero di categorie di lavoratori partendo dalle attuali quindici.

Proseguendo con l’elenco delle novità che potrebbero riguardare il mondo delle pensioni nel 2022, facciamo presente che si parla della possibile introduzione di una pensione di garanzia per i giovani. Dopo un anno come il 2020, che ha cambiato radicalmente il nostro modo di guardare al presente ma soprattutto al futuro, ci aspetta un 2021 che, almeno per quanto riguarda le pensioni, non sarà caratterizzato da grandi cambiamenti.

Per i prossimi 12 mesi, più che rivoluzioni relative al sistema previdenziale bisognerà aspettarsi delle proroghe. La prima è quella dell’Opzione Donna, che sarà accessibile con i medesimi requisiti del 2020. L’unica cosa che cambia riguarda il fattore temporale della maturazione dei requisiti al 1° dicembre dell’anno corrente.

Si tratta di un dettaglio di grande importanza, che consente alle lavoratrici nate negli anni 1961 e 1962 di fare richiesta per andare in pensione prima (vedendo però calcolato l’assengo mensile con il metodo contributivo e non retributivo). Ricordiamo anche che le lavoratrici autonome devono considerare un anno in più per quanto riguarda i requisiti anagrafici per l’acesso all’Opzione.

Un’altra proroga relativa al 2021 è quella dell’Ape sociale. Da non dimenticare è poi l’ipotesi dell’introduzione di una maggiore flessibilità per i disoccupati senza NASPI. I riferimenti alle proroghe sono stati inseriti nell’ambito della bozza della Legge di Bilancio 2021. Fino a quando non ci sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non si potrà parlare di ufficialità.

Non resta quindi che attendere il 2022 per vedere dei veri cambiamenti – su tutti i fronti – nel sistema di gestione delle pensioni.

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