«Non mangiate pollo crudo»: salute a rischio in cucina

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Per capire il livello di rischio che corriamo mangiando pollo, “Altroconsumo” ha portato in laboratorio 42 campioni di pollo, che sono stati acquistati nei supermercati e macellerie di Milano e Roma. In tutti i campioni di questi polli sono stati trovati uno o più geni per la resistenza ad antibiotici come la penicillina e l’amoxicillina. Per ovviare a questo problema è necessario cuocere bene la carne e prestare molta attenzione alla cottura dell’alimento.


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Per contrastare il fenomeno della resistenza agli antibiotici, “Altrocomsumo” ci consiglia di essere vigili: “Si corre il rischio di arrivare all’esaurimento degli antibiotici efficaci e di trovarci nelle stesse condizioni di prima della scoperta degli antibiotici”.
Devono essere messe in atto cinque regole.

  • Regola 1: riguarda l’igiene: lavarsi le mani con il sapone prima e dopo aver maneggiato il cibo.
  • Regola 2: regola invita a cuocere la carne in modo che la sua temperatura interna sia di almeno 70°C.
  • Regola 3: non mettere mai la carne cotta su un piatto in cui è posizionata la carne cruda per evitare la contaminazione.
  • Regola 4: lavare gli utensili, i piatti e le superfici che sono venuti a contatto con la carne cruda.
  • Regola 5: prestare molta attenzione alla conservazione degli alimenti e separare crudi e cotti in frigorifero.

Pollo crudo pericoloso: Salmonella e Campylobacter

Il problema con il polli è che, a differenza di mucche e maiali, non è un mammifero, è un uccello. Questa differenza ha alcune conseguenze non solo tassonomiche, ma anche pratiche: gli uccelli sono insensibili alle malattie a cui siamo molto sensibili noi. Un esempio è il tetano: il Clostridium tetanus è mortale per noi ma non ha assolutamente alcun effetto sugli uccelli.
Anche altri batteri dannosi per noi sono quasi innocui per i polli, tra cui Salmonella e Campylobacter.

Ad essere onesti, i polli sono anche un po’ suscettibili alla Salmonella, soprattutto quando si tratta di riproduzione (i pulcini possono nascere morti). Per questo motivo, c’è un certo controllo di questo batterio direttamente nell’allevamento.

Non c’è suscettibilità al Campylobacter che è difficile da eliminare perché è un contaminante ambientale molto comune, il che significa che mangiare pollo crudo è rischioso. La campylobatteriosi è una delle malattie più sottovalutate, tra i sintomi più comuni sappiamo che può causare dolore addominale, vomito e diarrea.
Tuttavia, come ci racconta l’Istituto Superiore di Sanità, questo batterio è anche associato alla sindrome di Guillain-Barré, che provoca una progressiva paralisi delle estremità.
Naturalmente, il pollo se consumato cotto elimina immediatamente questi rischi. L’alta temperatura, infatti, uccide tutte le specie di Campylobacter.

Questo articolo chiaramente non è una pubblicazione scientifica, ma ci permette di capire come anche in cucina, dove molti amano “sperimentare”, ci siano dei limiti, e sono quelli che riguardano la nostra salute.

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